Frutta disidratata

Frutta disidratata

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Nelle raccomandazioni dei nutrizionisti la Frutta disidratata dovrebbe avere pari dignità di quella fresca. Albicocche e mele disidratate, prugne e fichi secchi, uvetta e datteri non avrebbero niente da invidiare alla frutta fresca di cui si raccomanda un consumo quotidiano.

Frutta disidratata, secca e candita

La frutta che consumiamo abitualmente fresca, come Mele, Banane, Albicocche, Uva , Prugne, Fichi, Melone, Fragole, Ciliegie, Mirtilli neri (Vaccinium myrtillus), Mirtilli rossi (Vaccinium vitis idaea), Mirtilli blu (Vaccinium uliginosum), oltre a Ananas, Aronia, Mirtilli rossi americani (Cranberry), Goji, Papaya, e anche lo Zenzero, che è un rizoma, quando è essiccata appartiene alla categoria della frutta secca glucidica, ed è conosciuta anche come frutta disidratata, o frutta secca non oleosa, o, in taluni casi, frutta candita, quando la conservazione avviene mediante immersione in uno sciroppo di zucchero.

Uno spuntino nutriente

Rispetto alla frutta fresca, poiché perde acqua, la frutta secca glucidica è più ricca di fibre solubili, zuccheri, minerali (anche se perde alcune vitamine), diventando così uno spuntino nutriente in un volume ridotto.

Dieta

La Frutta disidratata non deve mai mancare all’interno di una dieta sana ed equilibrata. No, non parliamo di noci e mandorle (che tra l’altro sono molto importanti), ma di uvetta passa, albicocche essiccate, prugne essiccate, ecc. Stando a un recentissimo studio, questi prodotti contengono più sostanze nutritive della frutta fresca. Per esempio, fibre, potassio e zuccheri sono 10 volte superiori. Ma c’è di più, da un lato migliorano la dieta di chi la consuma, dall’altro i consumatori di frutta disidratata hanno un’alimentazione migliore.

Sembra la stessa cosa, ma non lo è. È stato, inoltre, notato che coloro che mangiano queste delizie hanno minori problemi di sovrappeso rispetto agli altri.